CARLO SCARPA
Se sei interessato a conoscere gli aspetti più salienti e significativi dell'opera di Carlo Scarpa, leggi questo blog, che è una raccolta selezionata di "scritti" sul maestro.
Se invece vuoi conoscere le iniziative on-line, fra cui l'archivio digitale dei suoi disegni, pigia qui, andrai su una pagina web dove troverai una raccolta selezionata di links accreditati su Carlo Scarpa.

L'itinerario architettonico che vogliamo intraprendere inizia da Palazzo Abatellis in via Alloro a Palermo, sede della Galleria Regionale della Sicilia.
"......la sede museale, opera di Matteo Carnilivari, realizzata sul finire del XV secolo come residenza di Francesco Abatellis, Maestro Portulano del Regno, è uno degli edifici più significativi dell'architettura gotico-catalana nella Sicilia occidentale. Il palazzo fu successivamente adibito a monastero e subì nel tempo numerose trasformazioni. Gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, l'edificio venne restaurato dalla Soprintendenza di Palermo. Nel 1953-54, con l'allestimento museale di Carlo Scarpa, divenne sede della Galleria Nazionale (ora Regionale) della Sicilia."
......una curiosità: "LE PANCHE di PALAZZO ABATELLIS"

......nel cortile di Palazzo Abatellis a Palermo si trovano due parti di una epigrafe araba del Mille. Con giocoso fare enigmatico, Carlo Scarpa le ha sistemate a terra nel portico, come lunghe panche per il riposo e la meditazione del visitatore. La tarsia di porfido e serpentino su marmo bianco dell'iscrizione, prima di cantare le lodi di Allàh e del suo Profeta, cela infatti nei suoi segni sinistrorsi un segreto introibo (°) che suona: "(T'appressa), bacia il canto di questo (edificio) dopo averlo abbracciato e contempla le belle cose che racchiude".[tratto da Sergio Polano "Carlo Scarpa: Palazzo Abatellis" Electa 1996]
(°) introibo = Nella locuzione antica: fare l'introibo "entrare in discorso"
notizie riguardo il restauro delle panche





















[Nella tomba Brion] ho adottato dei trucchi. Avevo bisogno di una certa luce e ho pensato tutto secondo un modulo di 5,5 centimetri. Questo motivo che pare una sciocchezza è invece molto ricco di possibilità espressive e di movimento…Ho misurato tutto con i numeri 11 e 5,5. Siccome tutto nasce da una moltiplicazione, tutto torna e ogni misura risulta esatta. Qualcuno potrebbe obiettare che le misure tornano esatte anche usando un modulo di 1 centimetro – non è vero, perché 50 per 2 fa 100, mentre 55 per 2 fa 110, e con un altro 55 fa 165, non più 150, e raddoppiando si fa 220 e poi 330, 440. In tal modo posso frazionare le parti, e non avrò mai 150 ma 154. Molti usato i tracciati regolatori o la sezione aurea; il mio è un modulo molto semplice che può permettere dei movimenti – il centimetro è arido, mentre nel mio caso si ottengono dei rapporti. In altre occasioni, infatti, ho trovato molto piacevole lavorare con il sistema di misurazione inglese, che è molto ricco di possibilità. Mi ricordo che, in occasione dell’allestimento della mostra dei disegni di Mendelsohn a San Francisco, mentre io disegnavo le mie sezioni, c’era un tecnico che pareva un tagliaboschi e che utilizzava misure in pollici. Le sue misure corrispondevano solo in parte a quelle che avevo preso io, e allora ho dovuto accettare le sue, perché in tal modo lui vedeva la materia prima, il legname tagliato secondo sezioni stabilite….. ( Carlo Scarpa- Mille Cipressi – Conferenza tenuta a Madrid nell’estate del 1978–F. Dal Co G. Mazziarol “Carlo Scarpa Opera Completa” Electa 1984-1992)